Dedicazione del Duomo di Milano
Il venti ottobre 1577 san Carlo celebrava la dedicazione del nostro Duomo, che diventava dimora di Dio nel cuore della città e casa per il popolo di Dio.
Il venti ottobre 1577 san Carlo celebrava la dedicazione del nostro Duomo, che diventava dimora di Dio nel cuore della città e casa per il popolo di Dio.
Il brano evangelico della liturgia odierna conclude il cap.13° di Matteo, e insieme il discorso in parabole di Gesù.
La Parola che oggi il Signore ci dona è caratteristica solo di Matteo tra gli evangelisti, soprattutto per la presenza ripetuta del verbo “accogliere”.
Ancora una volta il Signore Gesù viene a sconvolgere la nostra logica e ci dice: “A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”.
Il Vangelo di oggi si apre con una dichiarazione di Gesù: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”. Con questa immagine egli richiama la sua incarnazione, in quanto è Parola venuta dal Padre ed entrata nel mondo, e il suo essere dono per il nutrimento dell’umanità
Giudizio e testimonianza. Due parole che forse umanamente facciamo un po’ fatica a conciliare perché il giudizio genera pensieri non sempre positivi sulle persone e sulle cose, e qualche volta è indice di facili conclusioni sulla base solo di sensazioni e di reazioni emotive;
Proviamo a guardare ai vari elementi di questa breve parabola. Anzitutto il luogo di lavoro: la vigna.
Il Vangelo di oggi sembra volere sottolineare che la predicazione di Gesù inizia dopo l’arresto di Giovanni, dopo che la sua predicazione venne bloccata da Erode. “Giovanni è stato arrestato”.
Questa domenica ci mette sull’avviso che il filo conduttore è legato alla Festa del martirio di san Giovanni Battista, che cade il 29 agosto.
Avere o essere? Prendere o donare? Lasciare o trattenere?