ARCIDIOCESI DI MILANO
22 marzo 2026
LASCIATI AMARE. Gesù ci ama profondamente. Siamo suoi amici e ci rende suoi fratelli. Il segno di Lazzaro era necessario per dirci quanto amore il Signore ha nei nostri confronti e quanto questo amore non lo lasci indifferente, di fronte al nostro dolore e alla nostra sofferenza.
15 marzo 2026
LASCIATI GUIDARE Gesù ci guarda per primo. Ci conosce da sempre e sa che può guidarci ad una vita felice, ma solo attraverso di noi, solo se anche noi facciamo la nostra parte, innanzitutto nell’ascoltare la sua parola, nel fidarci di quello che ci dice e ci indica, così come ha fatto il Cieco.
8 marzo 2026
Gesù ci parla e ci dice la verità, quella che trasforma la nostra vita. Possiamo farlo tacere oppure possiamo scegliere di ascoltarlo, lasciando che ci dica la verità su noi stessi e sul mondo. Possiamo fidarci. La sua parola è verità per noi e per la nostra vita.
1 marzo 2026
LASCIATI GUARDARE... Quando il Signore Gesù ti guarda non è per giudicarti ma per amarti. Se ti chiede di prendere coscienza di quello che sei è per invitarti a percorrere una Via nella quale crescere. Puoi lasciar perdere tante cose se capisci che a te viene dato un dono da Dio stesso. Un dono da conoscere. Come si fa?
22 febbraio 2026
LASCIATI CONDURRE. Gesù si lascia condurre dallo Spirito Santo e noi ci lasceremo condurre insieme a Lui nel deserto della nostra Quaresima. Scegliamo di lasciarci fare da quello Spirito che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro Battesimo. Sappiamo che nostro compagno di viaggio sarà il Signore Gesù, il Figlio di Dio che ci rende fratelli fra di noi. E per questo non ci farà paura affrontare il deserto, quello che abbiamo dentro e quello che incontriamo attraverso le difficoltà del mondo.
15 febbraio 2026
Nel Vangelo che abbiamo ascoltato c’è un Padre che ha due figli che ama, e gli stessi due figli che fraintendono l’amore del padre: uno pretende di avere, l’altro non capisce che ha già tutto. Il figlio minore pretende quello che gli spetta: dammi l’eredità… per vivere una libertà di cui ben presto diventerà schiavo. Vuole andarsene lontano dal padre e dal fratello, sogna un’altra vita, e finirà a trovarsi solo, in compagnia dei porci. Sogna l’illusione di una vita senza difficoltà, in cui non ci siano né limiti, né divieti, e dove tutto sia solo divertimento. Se il figlio minore vive un amore distratto dalle cose che lo allontana dal padre, dammi quello che mi spetta…
8 febbraio 2026
La Parola di Dio oggi è un richiamo e un invito a comprendere che per Dio nessuno è perso, irraggiungibile, o irrecuperabile di quanti egli ama, e che non siamo noi che lo cerchiamo ma è lui che viene a cercare noi. La misericordia di Dio che intreccia tutte e tre le letture è come una lente di ingrandimento che ci permette di vedere il bene che spesso sfugge ai nostri occhi e alla nostra attenzione, ma che c’è in ognuno di noi…
1 febbraio 2026
La Parola di oggi suscita in me due pensieri che condivido con voi: la calma e la determinazione di Gesù, e la paura e la fiducia dei discepoli. Mi verrebbe da dire che oggi e nelle prossime domeniche incontreremo un Gesù che fa per gli altri, che mostra a tutti il senso della sua missione; un Gesù che, venuto nell’umiltà e nel silenzio, ora rende visibile e accessibile a tutti il suo amore, quasi a dire: io sono venuto per farvi conoscere un Dio che ha un solo desiderio nel suo cuore: farvi felici. La calma e la determinazione di Gesù…
25 gennaio 2026
Sappiamo molto poco degli anni della vita di Gesù a Nazareth. Qualcosa ci dice Matteo, qualcosa di più Luca, possiamo però dire che certamente negli anni silenziosi di Nazareth, Gesù ha imparato ad essere figlio e uomo insieme a Maria e Giuseppe, e di sicuro in quegli anni Gesù ha capito e incarnato cosa significa: rispetto e apprezzamento, obbedienza e aiuto, sollecitudine e cura, prudenza, ricerca di stabilità familiare, bontà e amabilità, amore reciproco, comprensione e perdono, pazienza e carità…
18 gennaio 2026
Nella tradizione liturgica ambrosiana le domeniche dopo l’Epifania ci presentano la messianicità di Gesù attraverso i “segni” da lui compiuti nel suo ministero in Galilea. Oggi Gesù si manifesta ad un banchetto di nozze, dove compie il primo segno, così come Giovanni l’evangelista chiama i miracoli. Con tutte le urgenze che lo attendono e per le quali Lui era atteso dalla sua gente: i poveri, i malati, gli esclusi, i drammi del popolo di Israele che grida e cerca libertà, verità e futuro, Gesù sceglie di andare ad una festa di nozze.
11 gennaio 2026
La voce che gridava, l’uomo Giovanni, cede il passo alla Parola che salva, il Figlio Gesù. La memoria del battesimo di Gesù al Giordano segna il passaggio definitivo dall’Antica alla Nuova Alleanza che sarà pienamente sancita e realizzata con la morte e risurrezione di Cristo. Giovanni, la voce che gridava: «preparate la via al Signore», «viene dopo di me uno più forte di me», cede il passo a Cristo, la Parola che salva e che rivela il volto di Dio e il suo desiderio di salvezza.
4 gennaio 2026
Mentre i nostri occhi e i nostri cuori custodiscono ancora come Maria, la meraviglia del Natale, il Vangelo ci fa fare un lungo salto nel tempo… 30 anni… Dal Gesù bambino a Betlemme dove tutto è tenerezza e stupore, al Gesù uomo e Messia che entra nella Sinagoga di Nazareth e legge il rotolo del profeta Isaia.
> Leggi la Nota del Servizio diocesano sui contenuti e la tempistica della variazione introdotta dai Vescovi italiani sul Padre nostro