30  giugno 2019
Terza Domenica dopo Pentecoste

Obbedienza e disobbedienza sono i poli che spiegano tutta la vicenda umana; docilità e fiducia in Dio o emancipazione e autonomia sono la radice della riuscita o del fallimento, dell’uomo e del mondo.

Adamo non ha ascoltato pienamente Dio e facilmente ha disobbedito, Gesù si è completamente affidato a Dio in una docile, e non semplicemente sottomessa, volontà a Dio.

“Come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Epistola).

La Parola di Dio ci chiede di scegliere chi vogliamo essere e come vogliamo vivere, se come uomini e donne che pensano di fare tutto da soli o accettano umilmente di dovere essere guidati o almeno consigliati. Il non temere che l’Angelo dice in sogno a Giuseppe, è anche per me e per noi: non temiamo di affidarci completamente a Dio, la nostra libertà non ne resterà mortificata, al contrario sarà esaltata perché faremo ciò che è giusto e Dio sarà con noi.

p. Luca