26  aprile 2020
Terza Domenica di Pasqua

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! (1,29). Le parole attribuite al Battista contengono una densa sintesi teologica che gli esegeti ritengono frutto di una riflessione illuminata dall’esperienza della Pasqua.

Non dobbiamo però dimenticare che tante volte il profeta riceve e annuncia una parola che lui stesso non può ancora comprendere. L’agnello è per noi l’immagine della mitezza. Nella Bibbia ha tutt’altro significato: è l’animale che veniva immolato nel pomeriggio che precedeva la grande festa pasquale. È dunque il segno dell’alleanza che ogni anno veniva rinnovata nella festa di Pasqua.

Le parole di Giovanni presentano Gesù non solo come il Messia che conferma e rinnova l’alleanza limitandosi alle parole e alle belle prediche, ma come colui che realizza tutto questo facendosi agnello, cioè con il dono della sua stessa vita.

Il Messia non viene come un condottiero, con la lancia e la spada sguainata per sgominare i nemici; ma come un agnello, pronto a offrire la sua vita “per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia” (Ef 2,16).

p. Luca

GRAZIE DI CUORE a tutti coloro che in questo tempo hanno dato un’offerta per la CARITÀ e per la PARROCCHIA.

preghiera…

Signore Gesù,
nessuno tra di noi ti ha mai visto,
ti ha mai incontrato di persona,
ha incrociato la sua strada con te.
Ma noi crediamo all’apostolo
che ti rende testimonianza.
Noi crediamo, o Signore,
senza che i nostri occhi ti vedano,
che tu sei in mezzo a noi.
Signore Gesù, noi non abbiamo visto
lo Spirito posarsi su di te.
Ma crediamo che, quest’oggi,
il tuo Spirito scende su di noi.
Lui potrà accendere in noi il tuo amore
ed introdurci nella profondità del tuo mistero.

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