2 giugno 2019
Settima Domenica di Pasqua
Dopo l’Ascensione

Questa Domenica si pone tra l’Ascensione e la Pentecoste, cioè tra il quarantesimo giorno dalla risurrezione del Signore, come ci ricordano gli Atti degli Apostoli (1,3), che coincide con il momento della sua salita al cielo, e il cinquantesimo giorno, cioè il momento in cui sugli Apostoli riuniti a Gerusalemme si effonde il dono dello Spirito Santo.

L’evangelista Giovanni ci fa entrare nella preghiera che il Signore Gesù rivolge al Padre per ciascuno di noi, chiedendo il dono dell’unità: «La gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me».

Se pensiamo a come attraverso i secoli molte sono state le divisioni all’interno della Chiesa e più ancora tra gli uomini e le nazioni, a motivo delle diverse razze e condizioni sociali, culture e religioni, ci rendiamo conto quanto la preghiera del Signore sia estremamente necessaria e si prolunghi nella storia come un’invocazione infinita, incessante. alleati del bene che il Signore compie in questo tempo. Preghiamo per l’unità della Chiesa che è espressione dell’unità che deve esserci prima di tutto nelle nostre famiglie e nella nostra comunità parrocchiale: famiglia di famiglie dove tutti coltiviamo il desiderio di una fraternità basata sul rispetto, sull’accoglienza, sulla stima e sul pregare insieme.

p. Luca