8  marzo 2020
Seconda Domenica di Quaresima

Gesù incontra la samaritana (Giovanni 4, 5-42)

Se dovessi dare un titolo alla pagina di Vangelo che abbiamo appena ascoltato, direi così: la festa del desiderio. Si il desiderio di una donna di dare un senso e un orientamento nuovo alla sua vita senza sentire su di sé solo il giudizio e la condanna di tutti per le sue scelte sbagliate. Quanta mormorazione e quante chiacchere ieri come oggi… Ma per fortuna alla tanta mormorazione corrisponde sempre la sovrabbondante grazia di Dio… La dignità persa con il peccato è sanata con la grazia del perdono…

I veri desideri sono quelli che si coltivano e si custodiscono nel cuore, altrimenti sono solo capricci, necessità di un istante… Non riempiono di senso e di compimento il tempo e la vita. C’è qualcosa che deve essere riempito… dammi da bere dice Gesù alla donna samaritana e allunga la sua mano vuota, ma c’è anche qualcosa che deve essere svuotato: se tu conoscessi il dono di Dio… In altre parole: fidati, non temere, quello che io ti posso offrire è infinitamente più puro, fresco e limpido di questa acqua, perché viene da una sorgente viva e non dall’acqua di un pozzo. Gesù vuole aiutare la samaritana, ma anche me e voi, a capire come se continueremo a cercare l’acqua che dà sollievo nella vita materiale, avremo sempre sete, e invece Gesù ci propone e ci offre un’acqua che zampilla per la vita eterna, e chi la beve non avrà più sete.

p. Luca