11 Dicembre 2022

QUINTA DOMENICA DI AVVENTO

DIO CI DONI LA PACE, DIO CI LIBERI DALLA PANDEMIA.

 

Giovanni ha il compito di essere testimone della luce… Soprattutto là dove c’è il buio. Chi di noi non ha avuto o non paura del buio, e desidera a volte ardentemente la luce, esteriore e interiore? Al buio possiamo dare tanti nomi e tanti volti oltre a quello di tenebra. Il buio si chiama anche rabbia, disperazione, malattia, divisione, invidia, solitudine, emarginazione, povertà. Il buio ha il volto del tradimento, della sconfitta, dell’assenza di futuro, del rancore, dell’indecisione, dell’ipocrisia e della menzogna. Il buio è il male in tutte le sue forme e in tutte le sue accezioni, quello fuori di te, e quello dentro di te.

E allora che fare? La risposta è semplice cercare la luce, credere nella luce, accogliere la luce, dove? Dove sono certo di trovarla, come bene ci ha detto Michea, tornare al Signore, alla sorgente di una luce che non abbagli ma discretamente e fedelmente illumina… e come Giovanni, rendere poi testimonianza alla luce, dire a tutti quanto quella luce mi ha fatto bene.

Se dalla testimonianza di Giovanni passiamo alla nostra testimonianza, a quella che il Signore chiede anche a noi, allora dobbiamo in un certo senso raccogliere il testimone del Precursore, diventando per questo nostro tempo, nelle nostre famiglie, in questa comunità, anche noi testimoni della luce, dimostrando con le parole e con la vita che il buio non lo dobbiamo temere ma lo dobbiamo affrontare con il coraggio e la certezza di chi sa di essere figlio della luce, e non avere nulla da temere.

p.Luca

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