18 Gennaio 2026
SECONDA DOPO L’EPIFANIA
Nella tradizione liturgica ambrosiana le domeniche dopo l’Epifania ci presentano la messianicità di Gesù attraverso i “segni” da lui compiuti nel suo ministero in Galilea.
Oggi Gesù si manifesta ad un banchetto di nozze, dove compie il primo segno, così come Giovanni l’evangelista chiama i miracoli. Con tutte le urgenze che lo attendono e per le quali Lui era atteso dalla sua gente: i poveri, i malati, gli esclusi, i drammi del popolo di Israele che grida e cerca libertà, verità e futuro, Gesù sceglie di andare ad una festa di nozze. Il segno di Cana è come un indicatore stradale che ci aiuterà a raggiungere la meta senza sbagliare strada, percorrendo la via che Dio ha tracciato per noi. Gesù è venuto per svuotare le anfore delle nostre certezze umane e riempirle del vino della sua verità che è promessa di fedeltà di Dio e presenza che salva. Il vino che finisce alla festa di nozze, può essere interpretato come un modo di vivere e di essere che non va più bene: si deve cambiare, c’è una novità che può dare slancio nuovo alla vita… Non si vive solo di abitudini e di tradizioni, ma di audacia e di pensieri nuovi… Anche il nostro Arcivescovo Mario ce lo ricorda: siamo autorizzati a pensare, ad immaginare il nuovo che si fa strada sul vecchio e può riempire di speranza il vuoto che è in noi.
p.Luca