16 agosto 2026
DODICESIMA DOPO PENTECOSTE

PERCHÈ TROPPO SPESSO NON SIAMO MAI CONTENTI?

Il popolo di Israele è un popolo dalla dura cervice che non ascolta i profeti e anzi li disprezza, ma il Signore rimane fedele e trova sempre modo per correggere.

Paolo esorta a vivere la fede non come etichetta, ma come identità..

Ai tempi di Gesù i suoi contemporanei sono incapaci di ricevere il messaggio e molto spesso impediscono alla sua Parola di trovare terreno buono per portare frutto.

Addentrandoci nel Vangelo troviamo una presa di posizione chiara da parte del Signore Gesù. Egli intende reagire davanti all’incoerenza della generazione che lo circonda, che sembra essere come quei bambini che hanno l’intenzione di far divertire, ma ad un certo punto si lamentano quando la gente non si muove secondo la musica che suonano e restano immobili nelle loro certezze radicate su convinzioni solo umane. Quante critiche Gesù ha ricevuto: “E’ posseduto dal demonio” per alcuni, per altri “è fuori di sé”, per altri ancora “è un samaritano non è da Dio”. Tutti pretesti per non accettare il messaggio di Dio. Lancio anche io una provocazione: dobbiamo seriamente e serenamente chiederci se viviamo con coerenza la nostra fede.

p.Luca

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