2 agosto 2026
DECIMA DOPO PENTECOSTE

Il fascino del molto o l’essenziale del poco?

Gesù è l’uomo dei piccoli numeri. Allo sguardo di Gesù non è sfuggito il gesto della vedova con i pochi spiccioli gettati nel Tesoro. Una somma modesta che certo non mutava in modo significativo il bilancio del Tempio. Ma quel gesto che fa meno rumore lascia un segno, e dà inizio ad una nuova prospettiva di vita: il fascino del molto o l’essenziale del poco?

Altre volte nei vangeli si dice che basta un solo gesto di amore perché un’intera vita sia salva: «Ogni volta che avete fatto questo a uno solo di questi piccoli lo avete fatto a me» (Mt 25,40). E anche un solo bicchiere di acqua fresca donato a uno solo dei piccoli discepoli, avrà la sua ricompensa (Mt 10,42).

Gesù, uomo dei piccoli numeri: un’esistenza di pochi decenni, trascorsi nel perimetro angusto del villaggio di Nazareth, pochi anni dedicati all’annuncio dell’Evangelo entro un orizzonte geografico modesto, pochi discepoli raccolti attorno a sé, attrezzati con poche cose: una sola tunica, né bisaccia da viaggio, né sandali, né bastone, niente monete d’oro o d’argento o di rame (Mt 10,9-10). I piccoli numeri sono agli occhi di Gesù importanti: una sola pecora perduta merita una ricerca instancabile e così una sola moneta smarrita (Mt 18,12ss.). E basteranno pochi pani e pochi pesci perché la moltitudine sia sfamata.

Quanto è distante questa logica dell’Evangelo dai nostri criteri, dominati dalla quantità, dai grandi numeri.

p.Luca

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