16 Giugno 2024

QUARTA DOPO PENTECOSTE

La parabola del banchetto di nozze è l’ultima di tre parabole rivolte ai sommi sacerdoti e agli anziani da Gesù, che, giunto ormai a Gerusalemme, viene fortemente contestato dalle autorità religiose locali. Il Vangelo è annunciato a tutti, piccoli e grandi, altolocati e gente semplice, poi c’è chi lo accoglie e chi lo rifiuta… Ma chi lo rifiuta o il rifiuto in generale non impedisce a Dio di generare il bene, di continuare la sua opera di salvezza. Gesù, rifiutato, non ha mai smesso di accogliere di amare: sferzante e necessaria lezione di vita per me e per voi. Una festa di nozze indica il desiderio di Dio di fare alleanza con noi… Il Dio in cui noi crediamo, direbbe Ermes Ronchi, è il Dio della gioia danzante, della felicità che non si lascia fermare dall’avanzare del deserto dell’indifferenza.  Comprendiamo allora l’arrabbiarsi del Re verso coloro che hanno rifiutato l’invito ma anche l’accanirsi del Re verso colui che non ha la veste bianca… Un richiamo che di rimbalzo vale soprattutto per me e per voi; per noi, gli ascoltatori del Vangelo dopo l’annuncio e la testimonianza suprema di Gesù fino alla croce; accogliere o non accogliere l’invito significa essere o non essere responsabili del dono che Gesù ci fa di se stesso nell’Eucaristia che soprattutto nel tempo dell’estate passa facilmente in secondo piano e, avere o non avere la veste bianca allude al vivere o non vivere gli impegni del nostro battesimo…

p.Luca

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