30 Novembre 2025
TERZA DOMENICA DI AVVENTO

Rallegrati ci ha detto Isaia nella prima pagina sacra. Umanamente potremmo dire c’è poco da rallegrarsi per le notizie sconvolgenti che ascoltiamo ogni giorno, ma io, ma noi, siamo i figli della speranza, siamo i custodi di una promessa: non vi lascerò soli, e io voglio continuare a crescere credendo che è così: non siamo soli, si forse la gioia è un po’ velata da tante situazioni, ma c’è… basta intravederla anche nelle trame così ostinate e difficili di questo momento.

E allora comprendiamo come la fatica di Giovanni può essere anche la nostra. La voce di Giovanni che manda a dire a Gesù: sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro, si diffonde come una eco nel tempo e arriva fino a noi oggi: di quali conferme ha bisogno Giovanni per credere; di quali conferme abbiamo bisogno noi per credere? Giovanni aveva presentato Gesù come colui che sarebbe venuto a mettere la scure alla radice dell’albero, a fare la scelta tra il grano e la zizzania. In una parola, il Messia doveva essere colui che avrebbe messo ordine e ristabilito la giustizia. Per vedere l’amore che vince, la pace che trionfa, la vita che cresce, occorre avere occhi e cuore semplici, occorre essere come Giovanni e come tanti altri grandi nella fede e piccoli nell’affidarci al Signore riconoscendo in Lui l’unica promessa che non lascerà deluse le nostre attese.

p.Luca

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