24 luglio 2025
PER RIEMPIRE BENE IL TEMPO… Scarica la soluzione del cruciverba di domenica 20 luglio
PER RIEMPIRE BENE IL TEMPO… Scarica la soluzione del cruciverba di domenica 20 luglio
Le letture bibliche di questa sesta Domenica dopo Pentecoste sono attraversate, come un filo rosso, da una parola: "alleanza", che dice legame, comunione tra persone, desiderio di fraternità, patto che deve durare nel tempo e resistere ai contraccolpi del tempo.
Buon compleanno a padre Luca!
Gesù per indicare la via della salvezza usa oggi l’immagine della porta… Una porta normalmente introduce in uno spazio diverso da quello dove mi trovavo un istante prima: una porta mi introduce in casa, una porta mi introduce in chiesa, una porta mi introduce in una città, e così via…
Voglio scommettere ogni giorno sulla misericordia e non ammettere ne tantomeno accettare tutto ciò che è contrario alla misericordia. Il vangelo di questa domenica è costituito da due frammenti del grande discorso della Montagna, quel discorso che si apre con le Beatitudini nelle quali Gesù indica lo stile del discepolo, chiamato ad essere misericordioso come il Padre.
Avete mai provato ad immaginare come poteva essere il giardino terrestre? Sicuramente doveva essere un luogo molto bello, l’incarnazione dell’armonia visto che nel libro della Genesi ogni giorno della creazione si conclude con Dio che dice: e vide che ora cosa buona fino al giorno in cui crea l’uomo e dice e vide che era cosa molto buona. Oggi la parola di Dio ci parla di amore…
L’amore non può fermarsi alle parole… Qualche anno fa i Vescovi italiani scrivevano: “in ogni rapporto di comunione, viene il momento in cui le parole non bastano più ad esprimere tutta la ricchezza e la fecondità dell’amore. Si fa allora prepotente l’esigenza del dono totale di sé.
Il Dio in cui noi crediamo non è un Dio ovvio e scontato. Per questo la SS.ma Trinità che noi oggi onoriamo e celebriamo, non si definisce, ma si racconta. Si perché Dio è un’esperienza di vita e di fede e non è un’idea da custodire nei pensieri. Una filosofa del secolo scorso, Hannah Arendt, diceva “la narrazione rivela il significato, senza commettere l’errore di definirlo”.
Pentecoste è il giorno per confermare o ritrovare le motivazioni profonde del nostro credere, del nostro vivere e del nostro amare. Il mondo di oggi non ha bisogno di cristiani tiepidi o da manuale, non ha bisogno di perfettini, ma di cristiani convinti e audaci, perché anche attraverso di noi il mondo veda e creda.
Gesù dopo aver dato le ultime “istruzioni” agli apostoli radunati nel Cenacolo, esce con loro verso Betania e sale sino al monte degli ulivi. Giunto sulla cima, benedice i discepoli, si stacca da loro e sale verso il cielo. In pochi versetti san Luca esaurisce l’esperienza dell’Ascensione di Cristo. Solo in filigrana possiamo cogliere l’atmosfera di quel momento. La fede si è ben saldata nel cuore dei discepoli che ora sono pronti a capire tutto di Cristo, anche accettare che Lui debba lasciarli. Loro ora sono chiamati a partire per diffondere il Vangelo che Gesù ha annunciato perché raggiunga il cuore e la vita di tanti altri.