I celiaci e l'Eucarestia

La celiachia è una patologia complessa dovuta ad un’intolleranza verso una proteina (gliadina) contenuta nel glutine di alcuni cereali quali il frumento, l’orzo, la segale, l’avena e altri meno noti come farro, spelta, kamut, triticale e sorgo; sono sospetti anche la quinoa, l’amaranto e il teff.
L’intolleranza alla gliadina è permanente, pertanto un soggetto celiaco deve rimanere a dieta senza glutine per tutta la vita.


Può insorgere a qualsiasi età anche se la maggior attenzione si pone nell’età dello svezzamento. Le statistiche danno la presenza di una persona celiaca ogni 250 persone sane!
L’introduzione di alimenti che contengono direttamente glutine (pane, pasta, biscotti ecc.) e/o di cibi che sono stati contaminati dal glutine nella fase di preparazione (ad esempio l’uso della stessa forchetta per cucinare prima la pasta e poi un secondo piatto!) determinano una risposta immunitaria a livello dell’intestino tenue, cui segue la progressiva scomparsa dei villi intestinali con i conseguenti problemi legati al malassorbimento o a carenze alimentari.


I sintomi classici sono: diarrea, vomito, distensione addominale, perdita di peso, pallore, anoressia, edemi, anemia.
Questi sintomi scompaiono con l’introduzione di una dieta priva di glutine che consiste nel non assumere cibi vietati e nel controllare che anche quelli permessi non ne contengano anche piccolissime tracce.
I celiaci cristiani, per salvaguardare il loro benessere fisico, non possono assumere l’Eucarestia nel segno del pane in quanto nell’ostia c’è glutine.


Dopo aver organizzato la sua vita seguendo una dieta particolare, il celiaco cristiano si trova a dover affrontare il problema dell’Eucarestia che nella maggior parte delle parrocchie viene assunta dalla comunità nel segno del pane. Per il celiaco molto spesso diventa impossibile assumere l’Eucarestia anche nel segno del vino perché la maggior parte dei sacerdoti allo spezzare del pane introduce una piccola parte di ostia nel calice e quindi contamina di glutine anche il vino.
Nella nostra parrocchia i celiaci sono particolarmente fortunati perché trovano in alcune celebrazioni eucaristiche la possibilità di comunicarsi senza particolari difficoltà:
la presenza di più calici permette di accostarsi all’Eucarestia senza dover incorrere nel problema della contaminazione che provocherebbe al celiaco gli stessi guai di un bel piatto di pastasciutta, a lui vietatissima!


Ancora una volta, grazie a padre Giuseppe che considera ogni messa domenicale un’occasione particolare, anche le persone celiache della nostra parrocchia si sentono accolte e, anche se un po’ diverse, non escluse.
L’Associazione Italiana Celichia sta affrontando a livello nazionale il problema per permettere a tutti i cristiani celiaci di non incontrare difficoltà o impedimenti nell’accostarsi all’Eucarestia.


Loredana Prevot


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