Aprile 2017


 

Carissime/i,

 

il nostro Foglio Informativo di questo mese di aprile esce proprio all’inizio della Settimana Santa o Settimana autentica. È la Grande Settimana dell’Anno Liturgico che ci immerge nel mistero della morte e risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo.

La Domenica delle Palme diventi per ognuno di noi come un immenso canto delle Beatitudini. Il nostro tempo è troppo spesso intriso di egoismo, di odio e di violenza. Gesù entra in Gerusalemme, cioè nella nostra vita, come il Dio con noi e per noi, umile e pieno di misericordia e di amore. Osanna!!!

Il Giovedì Santo ci fa fare l’esperienza dell’intimità con Cristo Gesù. In quella sala al piano superiore Gesù, secondo l’evangelista Giovanni, lava i piedi ai discepoli e, secondo gli altri evangelisti, istituisce l’Eucaristia. Non sono due Cene diverse l’una dall’altra. Lavare i piedi e istituire l’Eucaristia sono due “segni” che fanno memoria dello stesso amore di Cristo: amore “fino alla fine”, cioè fino all’estremo. Due “segni” che chiamano ognuno di noi a gesti concreti di dedizione agli altri.

Il Venerdì Santo è giorno memoriale della Passione e Morte di Gesù. Celebriamo e adoriamo la Croce di Gesù! Ci possiamo chiedere: come uno strumento di supplizio può essere venerato?

Se lo domandavano già nei primi tempi del cristianesimo molti pagani e se lo domandano ancora oggi tante persone. Risponde l’apostolo Paolo: “Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio”(1Cor 1,23-24). Per questo la Chiesa Cattolica ha una festa dedicata all’Esaltazione della Croce! Sì, perché la Croce da “albero di morte” è diventato, da quando vi è salito Cristo, “albero di vita”. Gesù facendosi “peccato per noi” ci dice attraverso la sua Croce che nessuno è escluso dalla misericordia divina.

Il sabato Santo è il giorno del “silenzio”. Davanti alla morte è umano avvertire lo sgomento e sentirsi quasi schiacciati: “Da soli non riusciamo a trovare altre risposte se non quelle pagane” (don Tonino Bello). Invece il Sabato Santo viene a parlarci di speranza: “chi spera, cammina:non fugge…costruisce il futuro,non lo attende soltanto…cambia la storia, non la subisce” (idem).

Infine la Domenica di Risurrezione è la “domenica del passaggio”. Proprio per questo si chiama Pasqua. Passaggio di Gesù dalla morte alla vita. Gesù che ci dice che la morte non ha l’ultima parola sulla vita. Gesù, “Agnello condotto al macello”(Is 53,7), che diventa l’Agnello Vincitore. Per questo “l’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione” (Ap 5,12) ed aggiunge ancora il libro dell’Apocalisse: “Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi” (7,16-17). La Risurrezione di Gesù ci dice che nella morte la vita non è tolta ma trasformata perché “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti”( 1Cor 15,20).

Buona Pasqua a tutti e a ciascuno di voi.

 

p. Vittorio


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